Saluti da Castel Romano | Giuseppe Stampone

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Giuseppe Stampone in collaborazione con Solstizio.org

SALUTI DA CASTEL ROMANO

a cura di Benedetta di Loreto

Giovedì 26 giugno ore 10:30: presentazione pubblica del progetto.

ore 18:00: concerto Rom aperto alla cittadinanza

Nato sotto forma di laboratorio, il progetto si sviluppa nel Campo Rom di Castel Romano – uno dei più grandi d’Italia con circa 1400 persone. Dal mese di dicembre 2013, il laboratorio è stato portato avanti da tre formatori Rosa Ciacci di qwatzCiro Natalizio PaduanoFabio Pennacchia che, attraverso l’insegnamento di tecniche artistiche quali il collage, la fotografia, l’uso del gesso e il disegno, hanno costruito un esempio concreto di collaborazione sia all’interno della comunità, sia tra i ragazzi Rom e possibili interlocutori esterni.

La differenza culturale e sociale tra i Rom e il resto della società, sempre in rapida evoluzione, pone continue domande su come costruire un dialogo per la gestione delle relazioni sociali in una prospettiva comune.

I formatori hanno individuato la necessità per i ragazzi del campo di avere uno spazio di aggregazione. All’interno del campo si trova una piccola casetta di legno, che rappresenta uno spazio comunitario e un link tra il campo stesso e la città, perché visibile dalla strada. La casetta è quindi stata scelta come spazio su cui interverrà Giuseppe Stampone, in collaborazione con il network Solstizio.org, che realizzerà una sua opera, un possibile schermo di dialogo tra il campo e chi ci passa di fronte.

“Saluti da Castel Romano” è il nome che l’artista ha scelto per questa iniziativa, che prosegue la serie di suoi lavori “Saluti dall’Aquila” e “Greetings from New Orleans”: cartoline realizzate sui luoghi in cui sono avvenuti disastri naturali, come appunto l’Aquila e New Orleans, per evidenziare l’enorme distanza tra le promesse di intervento, quasi mai mantenute, e la realtà. Questa volta le cartoline non sono destinate alle istituzioni ma al mondo dell’arte e della cultura: Stampone, dopo aver preso coscienza del difficile ruolo che l’arte ha nell’ambito del progetto, vuole testarne l’efficacia reale e chiama in soccorso il proprio network internazionale di artisti, critici, curatori e intellettuali, per chiedere un aiuto a trovare una soluzione concreta e non solo teorica alla progettazione dell’opera. Per tanti anni, nell’ambito della sua ricerca chiamata global education, l’artista si è occupato di formazione su tematiche sociali urgenti. Oggi ammaina una voluta e provocatoria bandiera bianca per riflettere sul ruolo dell’arte e su una possibile teoria del fallimento.

Il progetto è promosso dal Centro per la Giustizia Minorile del Lazio, in continuità con il percorso progettuale “Fuori campo”, che ormai  da alcuni anni vede gli operatori del Centro di Prima Accoglienza di Roma impegnati nel seguire le minori rom residenti nel campo, sottoposte  a misure penali. Lo scopo è quello di continuare il dialogo con i Rom attraverso la condivisione di presupposti culturali.

Il laboratorio è stato reso possibile anche grazie al contributo dell’arci SOLIDARIETA’ in particolare di Andrea D’Amelio e Marco Birrozzi, e al lavoro degli educatori del Centro di Prima Accoglienza di Roma coordinati da Enrico Bonvecchi, che hanno garantito con la loro presenza anche fisica – ma soprattutto con la loro opera di mediazione continua – lo svolgimento delle attività.

In occasione del progetto “Saluti da Castel Romano”, l’associazione CreA, l’arci SOLIDARIETA’, il Municipio Roma IX EUR e la comunità ROM invitano tutti i cittadini ad un momento di incontro e reciproca conoscenza, forse utile per decostruire gli stereotipi e innescare una relazione nuova e diversa, punto di partenza per costruire insieme un nuovo modello, di convivenza e intercultura.

Alle ore 18:00, nel campo Rom di Castel Romano si svolgerà il seguente programma di appuntamenti:

- Accoglienza ospiti;
- Incontro con la delegazione straniera del progetto Mediation4Roma, con l’obiettivo di creare il curriculum del mediatore culturale europeo che lavora con le comunità rom;
- Proiezione video di Centa e Francesca Hamidovic “Per una vita Migliore” Direttamente dal TuttoMondo Contest, dove hanno partecipato ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia descrivendo a modo loro e con i loro lavori, la propria idea di “Incontro”;
- Rinfresco con cucina tipica.
- Concerto della “Jack Daniels Band“, con i musicisti del Campo di Castel Romano e La Barbuta, Denis, Marko, Radjo.

INDICAZIONI STRADALIda Roma, percorrere la statale 148 Pontina in direzione Pomezia-Latina; giunti in corrispondenza dell’uscita “Castel Romano” continuare su via Pontina senza imboccare tale uscita; giunti al km 27, 500, subito dopo il caffè “Tazza d’oro”, girare a destra seguendo le indicazioni per Roma, facendo così inversione di marcia attraverso un sottovia su via Pontina. Ripercorrere quest’ultima in direzione Roma per circa 4 km finché non saranno visibili sulla destra le casette prefabbricate del campo rom, al quale si accede attraverso una breve corsia di decelerazione terminante nell’apertura del guard rail che costituisce l’ingresso al campo.

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Giuseppe Stampone in collaboration with Solstizio.org

GREETINGS FROM CASTEL ROMANO

curated by Benedetta di Loreto

Thursday 26 June 2014
- 10:30 a.m. : public presentation of the project;
- 6:00 p.m. :  concert.

Castel Romano Roma Settlement

Born as a workshop the project was initially aimed at minor girls subject to criminal action who live in the camp.  The Roma settlement, which was created by the institutions in an effort to clear the city, is the largest in Rome. It is now home to about 1,400 people, including large numbers of teenagers and children from various Roma settlements around the city, most of which have now been abandoned. A number of social groups, from various countries and with different backgrounds, live together in the settlement. Since December 2013, the workshop was carried out by three trainers Rosa Ciacci of qwatz, Ciro Natalizio Paduano and Fabio Pennacchia who built a concrete example of cooperation among the minors and themselves, by teaching artistic techniques such as collage, photography, the use of chalk and drawing. They approached the concept of identity (people identity and space identity) by considering the images as an horn-book to be used for communication.

The trainers have identified the need for the guys in the camp to have a space of aggregation. In the camp there’s a little house that belongs to the City of Rome, where the lessons are often held. This casetta was chosen as the site for the intervention of Giuseppe Stampone, because it is a point of visual contact with people passing by via Pontina, where the settlement is.

In collaboration with the network Solstizio.org, Stampone carries out his work, a possible screen which represents a dialogue between the settlement and the outside.

“Greetings from Castel Romano” is the name that the artist has chosen for this work that continues the series of his works “Greetings from L’Aquila” and “Greetings from New Orleans”: postcards made from pictures taken on places where natural disasters have occurred, such as L’Aquila and New Orleans, to highlight the huge gap between the promises of intervention, almost never kept, and reality.

This time the postcards will not be sent to the institutions, as for the previous series, but to personalities of the world of art and culture: the awareness of the difficult role that art has in the project, directs the artist to consult his international network of artists, critics, curators and intellectuals, and ask for help in finding a possible concrete solution. For many years, as part of his research for Global Education, the artist is busy training on social issue. Today the artist proposes a reflection on the role of art and the theory of its possible failure.

The project is promoted by Centro per la Giustizia Minorile del Lazio with the support of arci SOLIDARIETA’ and the patronage of Municipio Roma IX EUR. The concert is organized by arci SOLIDARIETA’ and Municipio Roma IX EUR to create an opportunity of contact with Roma culture.

Special thanks to the trainers from the Centro di Prima Accoglienza di Roma coordinated by Enrico Bonvecchi.

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