2015 Over Yonder

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L’11 dicembre 2015 The Gallery Apart presenta “Over Yonder”, di Marco Strappato. Il lavoro unisce la produzione degli ultimi mesi passati al Royal College of Art di Londra ad un nuovo corpo di lavori, pensati e prodotti durante un periodo di residenza a Roma da qwatz, ispirati all’album del 1985 di Franco Battiato intitolato “Mondi lontanissimi”, il cui tema centrale è il viaggio, sia sulla terra che nello spazio, e dunque l’incontro con altri e nuovi paesaggi “possibili’. In tal senso, la prima fonte di ispirazione, da cui l’artista trae anche lo spunto per il titolo della mostra, è The Wild Blue Yonder, film del 2005 diretto da Werner Herzog che narra una storia tipicamente di fantascienza ma con stile documentaristico e facendo ampio ricorso ad immagini di repertorio a cui viene attribuito un significato nuovo e diverso. Esattamente quello che fa Strappato nei suoi lavori, innescando cortocircuiti tra significante e significato. E’ da questa esigenza di andare oltre la mera riconoscibilità dell’oggetto o dell’immagine che l’artista coglie l’espressione over yonder (laggiù, in italiano), a volte utilizzata in alternativa alla ben più diffusa over there, ma con un’accezione leggermente diversa, riferita a qualcosa di cui viene indicata la posizione ma che è difficile poter vedere e poter raggiungere.

Strappato è costantemente alla ricerca di immagini da utilizzare come lessico, immagini che declinino il paesaggio in tutte le forme possibili. Il lavoro e il pensiero che sostengono Over Yonder gli hanno aperto nuove frontiere iconografiche, consentendogli un’esplorazione del cosmo secondo una personale mitologia fantascientifica che trova alimento in chi, come Franco Battiato, questo viaggio misterioso, trascendentale e colto, quasi di dantesca ispirazione, ha già condotto seppure in ambito musicale ma con altrettanta capacità di evocare immagini. Ecco dunque il riferimento, ai limiti dell’appropriazione, dell’album Mondi lontanissimi, di cui Strappato condivide l’anelito alla ricerca, il fascino dell’ignoto, del nuovo, dello sconosciuto, dell’estraneo, in una parola il fascino dell’inconnu.

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On December the 11th 2015 The Gallery Apart presents “Over Yonder”, by Marco Strappato. The work brings together the works produced during the last months spent at the Royal College of Art in London and the new series of works, conceived and produced during the artist-in-residence at qwatz in Rome, inspired by the 1985 album by Italian songwriter Franco Battiato titled “Mondi lontanissimi”, where journey represents the central theme, both across the
Earth and the space, and therefore the meeting with other new “possible” landscapes. In this regard, the main source of inspiration, on which the artist also draws for the title of the exhibition, is The Wild Blue Yonder, a 2005 film directed by Werner Herzog that narrates a typically sciencefiction story, but shot in a mock-documentary style and making full use of archive images to which a new and different meaning is attributed. This is exactly what Strappato does in his work, triggering off short circuits between the signifier and the signified. It is from this need to go beyond the mere recognition of the object or of the image that the artist takes the expression over yonder, which sometimes is used in place of the more common over there, but with a slightly different meaning, as it refers to the location of a thing that cannot be seen readily by the speaker.

Strappato is constantly researching images to be used as words, images that represent the landscape in all its possible forms. The work and thought underlying Over Yonder have opened up new iconographic horizons, allowing him an exploration of the universe according to a personal science-fiction mythology that feed on those who, like Franco Battiato, have already made this mysterious, transcendental cultured, Dante-inspired journey, though in a musical context but with the same capacity to evoke images. Herein lies the reference, to the limit of appropriation, to the album Mondi lontanissimi, with Strappato shares the yearning for research, fascination with the unknown, the new, the unfamiliar, the exotic, in a word the fascination with the inconnu.

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