cinema extention | RAFF

english version below

***

All’interno del RAFF – RomAfrica Film Festival (http://www.romafricafilmfest.com/) alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, qwatz presenta la rassegna “cinema extention”: 13 video realizzati da artisti africani provenienti da paesi della fascia Sub Sahariana. La proiezione avrà luogo il 9 luglio alle 19:30.

I lavori scelti sono presentati in Italia per la prima volta all’interno del RAFF.

I lavori rispondono a tre principali nuclei tematici:

  • il dialogo tra cultura Africana e cultura occidentale interpretato dalle nuove generazioni;

  • la messa in discussione degli stereotipi culturali e di genere;

  • le trasformazioni urbane e sociali, specchio delle dinamiche politiche ed economiche in atto.

L’introduzione di un focus sulla video arte all’interno di un festival dedicato al cinema sottolinea come l’incontro tra il video e le arti visive generi continuamente una dimensione sperimentale che apre canali di produzione e distribuzione alternativi e la possibilità di dar voce ad interpretazioni simboliche della realtà. Il punto di vista degli artisti completa e argomenta la prospettiva mediatica e politica con un approfondimento legato all’esperienza diretta delle persone, nella prospettiva di un’analisi sociale e nell’affermazione delle diverse identità culturali.

All’interno di una cornice simbolica, Rehema Chachage (Tanzania) affronta questioni di genere attraverso la percezione della fisicità nello spazio e nel tempo. Un approccio simile è quello di Dimitri Fagbohoun (Benin) che tratta temi legati alla memoria e alla politica, cercando il valore poetico e più prettamente umano dell’esistenza. Em’Kal Eyongakpa (Cameroon) utilizza storie reali e memoria collettiva costruendo un ritmo narrativo fatto di ripetizione e trasformazione, tra realtà e illusione. Il video dei Monster Truck – unico gruppo europeo selezionato, formato da artisti tedeschi che hanno lavorato in Nigeria – attraverso un’interpretazione contemporanea del mito di Mami Wata, racconta l’incontro tra Africa ed Europa. Lavori più marcatamente performativi sono i video di Lerato Shadi, artista Sudafricana che utilizza il proprio corpo come misura della presenza e dell’assenza in rapporto all’identità di oggetti e spazi.  La Keniota Ato Malinda si concentra principalmente sul tema del femminismo africano, che interpreta attraverso la sua esperienza nel proprio ambito sociale di appartenenza. Admire Kamudzengerere (Zimbabwe) racconta i complessi codici di una società multiculturale in un linguaggio video fortemente simbolico, tra performance e teatro. L’Etiope Helen Zeru Araya cerca il contatto con il pubblico entrando nel vivo della quotidianità urbana. Nella prospettiva del documentario, della fotografia e della fiction si muovono: Mudi Yahaya (Nigeria), che con un tocco d’ironia descrive i cambiamenti sociali in atto rivendicando la necessità di un cambiamento; l’Etiope Robel Temesgen cerca di sottolineare e comprendere le trasformazioni della sua realtà, con un’attenzione particolare ai contesti urbani; Zanele Muholi, visual activist Sudafricana, una delle voci più attive nella difesa delle donne lesbiche nere sudafricane, utilizza principalmente la fotografia e viene qui presentata in un’intervista nella quale introduce gli obiettivi e le motivazioni del proprio lavoro. I lavori video di Kiripi Katembo (Congo) e Ezra Wube (Etiopia) si riferiscono spiccatamente alla pittura, grazie alla quale realizzano sperimentazioni visive e processi compositivi per raccontare le trasformazioni sociali e urbane.

 

***

qwatz is proud to present “Cinema Extension”, a special screening program of 13 video by selected Sub Saharian African artist presented within the RAFF – RomAfrica Film Fest (http://www.romafricafilmfest.com/) , at Casa del Cinema in Villa Borghese – Rome, 9th July 2015 at 9:30 p.m.

The works will be shown for the first time in Italy during RAFF.

The works attempts to respond to 3 main themes:

  • the relation between African and western culture re-interpreted by new generations;
  • the questioning of cultural stereotypes and gender;
  • urban and social transformations, reflecting political and social current dynamics.

The introduction of a focus on video art during a film festival points out an experimental dimension where new production and distribution channels can be opened, giving the opportunity to new symbolic interpretations of reality. Artist’s point of view can complete and argument the political and media perspective introduced by the film festival, with the direct experience of people on social changes and diverse cultural identities.

Working in a symbolic framework, Rehema Chacage (Tanzania) questions about gender issues through the perception of physicality in space and time. A similar approach is conducted by Dimitri Fagbohoun (Benin), who treat the themes of memory and politics, looking for a poetic and more human value of existence. Em’Kal Eyongakpa (Cameroon) uses real stories and collective memories to create a narrative rhythm made of repetitions and transformations, ranging between reality and illusion. The video by Monster Truck – the only European collective presented in the screening, formed by German artist who collaborated with Nigerian theatre company – give a contemporary interpretation of the myth of Mami Wata, representing the encounter between Africa and Europe. A more performative shape is that of Lerato Shadi, a South African artist using her body to measure the presence and the absence in relation to the identity of spaces and objects. Kenyan artist Ato Malinda concentrate her works on African feminism movement, reinterpreted through her personal experience in her social context. Admire Kamudzengerere (Zimbabwe) tell about the complexity of a multicultural society through a symbolic language, between performance and theatre. Ethiopian artist Helen Zeru Araya attempts to establish a direct contact with the audience, talking about everyday urban life. The other selected artists use more a documentary, photography and fiction approach: Mudi Yahaya (Nigeria), describe with irony current social changes, claiming for a new shift, while the Ethiopian artist Robel Temesgen attempt to understand the transformations of his context, particularly the urban environment; the interview of Zanele Muholi, a South African activist for the defense of South African black lesbians, explaining her approach to photography and inspiration. The works of Kiripi Katembo (Congo) and Ezra Wube (Etiopia) refers preeminently to painting, used to create visual experiments and compositing processes in an attempt to tell about the urban context.


 

Loading